
Si può davvero riparare una vecchia linea di verniciatura a polvere semplicemente sostituendo gli elementi a infrarossi?
Siamo onesti: i vecchi forni per la cottura delle superfici sono solitamente molto consumatori di energia. Perdono calore, i cicli di cottura non sono regolari, e si finisce per pagare per l’elettricità che in realtà non viene utilizzata per riscaldare le parti da trattare.
Quando si ha a che fare con una linea ormai obsoleta, bisogna chiedersi: ne vale la pena sostituire soltanto gli elementi a infrarossi, oppure è meglio sostituire l’intero sistema? È davvero necessario smontare tutto e ricominciare da capo?
Ecco cosa succede dal punto di vista fisico: le lampade vecchie si usurano. I filamenti si deteriorano e il quarzo presente nelle lampade diventa opaco; di conseguenza, non riescono più a rilasciare calore come facevano prima. Quando si sostituiscono queste lampade con modelli moderni a onde corte o medie, tutto cambia: il calore raggiunge più velocemente la superficie da trattare, e il processo di cross-linking avviene immediatamente, senza che si sprechi energia per riscaldare le pareti del forno.
Ma non bisogna assolutamente acquistare le lampade più potenti disponibili. Ho visto molte persone cercare di aumentare troppo la potenza delle nuove lampade per compensare i problemi del forno vecchio… Non fatelo! Se si inserisce una potenza superiore del 30% in un forno vecchio, senza verificare i parametri elettrici, si rischia che i fusibili si brucino o, peggio ancora, che i cavi si sciolgano. Bisogna quindi usare una potenza adeguata, in base a quella che i controller possono gestire. Un altro aspetto importante: se si passa da tubi a quarzo a tubi a ioduro, il tempo necessario per raggiungere la temperatura desiderata diminuisce notevolmente. Questo è vantaggioso per la produzione, ma significa che i ventilatori di raffreddamento devono lavorare molto di più quando la linea smette di funzionare.
Quindi, ne vale la pena? Di solito sì. Una semplice sostituzione riduce il tempo di cottura, eliminando così quel periodo fastidioso in cui bisogna aspettare che la superficie raggiunga la temperatura desiderata. Di solito, i costi energetici diminuiscono del 15-20%, poiché il forno non deve più lottare contro le perdite di calore per tanto tempo.
È una soluzione semplice: si mantiene lo stesso sistema di trasporto e la stessa disposizione degli impianti, ma il sistema di riscaldamento diventa molto più efficiente. Non trasformerà certo un forno vecchio di 20 anni in una “navicella spaziale”, ma sicuramente contribuirà a risolvere i problemi legati all’uso dell’energia.